Vivere la sessualità

Il desiderio sessuale femminile: questione di ormoni (ma non solo)

Il desiderio sessuale delle donne è influenzato dagli ormoni, ma anche dai sensi e dal coinvolgimento mentale

Il desiderio è il primo step che ci porta ad avvicinarsi gli uni agli altri ed è guidato da un mix di ormoni, coinvolgimento dei cinque sensi e fattori psicologici. Il suo obiettivo è garantire la sopravvivenza della specie, della nostra come quella di tantissimi esseri viventi, e di portarci quindi ad avere rapporti sessuali; ma come funziona?

Come funziona il desiderio sessuale femminile

L’obiettivo principe del desiderio sessuale è quello di farci procreare, ma sappiamo bene che fare figli non può più essere ormai più considerato l’unico fine del sesso; anzi, c’è fortunatamente una maggior disinvoltura nell’avere rapporti sessuali fini a se stessi, per piacere, per amore, con la persona che si ama o con partner occasionali.

A livello biologico, però, lo scopo di questa attrazione per l’altro sesso origina comunque dalla necessità di perpetuare la specie e i numerosi fattori chimici e fisici ne sono una dimostrazione. Un grande ruolo nel desiderio sessuale è giocato dagli ormoni, che hanno la capacità di attivare particolari aree del cervello, che a loro volta stimolano i nostri genitali.

La fase immediatamente successiva al desiderio è infatti l’eccitazione: il canale vaginale si prepara dilatandosi, l’afflusso di sangue verso il clitoride e i muscoli pelvici aumenta e si attiva la lubrificazione. Questa fase si risolve poi con l’orgasmo, un fenomeno intrigante e per certi aspetti complesso che ancora è studiato in tutte le sue sfaccettature.

Il tutto si attiva nella mente in seguito a degli stimoli: questi possono essere fantasie, suoni (come la voce), odori, ma anche carezze o stimolazione genitale. I nostri sensi, infatti, sono tra i protagonisti del desiderio sessuale: nella donna in particolare sembrano essere più rilevanti l’olfatto, il gusto e il tatto, mentre è nell’uomo che la vista e l’udito hanno molta più importanza.

Quali sono invece gli ormoni coinvolti nel desiderio sessuale femminile? In primis il testosterone, un ormone androgeno che ha importanti funzioni anche nella donna. È lui che “stuzzica” il cervello e lo fa attivare per generare a cascata tutte le fasi successive. Nell’uomo quest’ormone è sempre in circolo e a livelli ben più alti di quello delle donne (fino a 100 volte di più) ed è capace di azionare aree cerebrali deputate al desiderio che sono più ampie di quelle femminili. Nella donna, invece, il testosterone ha un’oscillazione dettata dal ciclo mestruale, elemento che influenza notevolmente il nostro desiderio e la nostra eccitazione. L’altro ormone che partecipa al coinvolgimento sessuale è l’ossitocina, sostanza molto importante anche per il parto e chiamata non a caso “ormone dell’amore”: aumenta infatti il desiderio, ma soprattutto è responsabile dell’orgasmo. Alcuni studi le attribuiscono un ruolo nell’attaccamento con il partner e nel legame madre-figlio.

Un desiderio che va e viene: il rapporto con il ciclo

Il desiderio sessuale femminile deve molto alle oscillazioni ormonali che si verificano durante il ciclo mestruale, questo perché, a differenza dell’uomo, la donna è fertile solamente in certi giorni del mese.

Con più studi è stato visto che il desiderio della donna si fa più intenso a ridosso dell’ovulazione, in particolare tra l’ottavo e il 14esimo giorno di ciclo. In questo periodo, infatti, a crescere è la quantità di ormone luteinizzante (LH), deputato a stimolare appunto l’ovulazione. Le ovaie, poi, producono testosterone, quell’ormone che abbiamo visto essere l’interruttore che accende le zone del cervello che ci avvisano che qualcosa ci attrae e che aziona l’eccitazione e la lubrificazione.

In questa fase del ciclo la donna sente un maggior desiderio e anche il corpo è in qualche modo più pronto ad avere rapporti sessuali, che si stima abbiano una probabilità di essere consumati del 20% in più rispetto al resto del mese. Una curiosità: anche l’aspetto esteriore cambia nel periodo di fertilità, la donna non solo si sente più bella e attraente, ma le sue forme si fanno più marcate, il viso più dolce, i seni più definiti. E l’uomo, inconsciamente, percepisce questo cambiamento.

Quando il desiderio sessuale manca

Il desiderio sessuale femminile è quindi ciclico, contrariamente a quello dell’uomo, ma regolare. Può accadere però che fattori esterni o interni facciano crollare l’attrazione e l’eccitazione: le cause possono essere davvero molte e vanno da squilibri ormonali a problematiche psicologiche. Esistono cali di desiderio sessuale temporanei, come quelli dati dallo stress transitorio, ma anche cali originati da veri e problemi problemi di salute.

Una della fasi della vita – del tutto fisiologica – in cui il desiderio tende a scemare è la menopausa, che sappiamo bene essere una condizione in cui la produzione di ormoni atti a renderci fertili cessa. È proprio per questo motivo che l’interesse per il sesso in menopausa può subire un decremento e diventare anche difficoltoso, per esempio per via di una lubrificazione intima insufficiente. Anche problematiche alla tiroide sono in stretto legame con la sessualità, sempre per via degli ormoni che non fanno il loro dovere come dovrebbero. Altre cause del calo del desiderio posso essere gli adenomi, per esempio quello ipofisario o quello surrenale, che fanno “impazzire” queste ghiandole e il rilascio di ormoni non è più regolare. Non fanno poi bene certo alcol e droghe, così come alcuni farmaci, capaci di attenuare anche la risposta sessuale. Talvolta sono i contraccettivi ormonali a influenzare il desiderio e la lubrificazione, per alcune donne paradossalmente in bene.

A volte a frenare l’eccitazione è lo stress, che mette in circolo ormoni – adrenalina e cortisolo – che dicono al corpo che non si è pronti ad accogliere una nuova vita in quel frangente. Un ulteriore impedimento al desiderio sessuale sono disturbi psicologici come la depressione, capace di togliere interesse per qualsiasi cosa ci circondi, dunque anche per il sesso.

Infine, non va sottovalutata l’eventuale presenza di infezioni, come la candida o l’herpes genitale, che possono portare a vaginiti e dispareunia, cioè a provare dolore durante il rapporto. In certi casi l’infiammazione può addirittura portare all’anorgasmia, per questo è sempre bene risalire a monte di quello che sembra un calo di desiderio solo momentaneo e risolverlo in questo caso con una cura mirata, per esempio con l’applicazione di un rimedio locale contro vaginiti e vaginosi batteriche, come il nostro gel vaginale Florgel.

Il coinvolgimento fisico è un aspetto molto importante per la donna di tutte le età e quando viene a mancare può determinare pensieri negativi, frustrazione crisi nel rapporto di coppia. Una volta che si è risaliti alla causa del calo del desiderio con uno specialista, è bene attivarsi per rimuoverla, perché può celare problemi di salute seri. Se le oscillazioni ormonali sono irreversibili, come nella menopausa, oppure se nonostante la cure permane una difficoltà alla penetrazione (che è poi quella che rende restie al sesso, per il dolore), è possibile farsi aiutarre da gel vaginali come Linfagel, capace di ripristinare la mucosa e ridurre la secchezza. Questo è molto importante anche per evitare un circolo vizioso, dove la mancanza di eccitazione crea secchezza, che crea poi dolore e traumi che non di rado portano a disturbi come la cistite post coitale.

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