Disturbi intimi

Iperplasia endometriale

L’iperplasia endometriale è una situazione in cui l'endometrio, il tessuto che ricopre l'utero, si inspessisce. Scopiamo meglio di cosa si tratta.

L’endometrio è la mucosa che riveste la cavità interna dell’utero ed è formata da uno strato di epitelio ghiandolare e da una mucosa attaccata alla tonaca muscolare della parete uterina. Ci sono situazioni in cui l’endometrio si inspessisce e si parla di iperplasia endometriale o endometrio iperplastico. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Iperplasia endometriale: in cosa consiste

L’iperplasia endometriale consiste in un aumento eccessivo delle cellule endometriali e, in particolare, delle cellule endometriali, causato spesso da una scarsa funzionalità del progesterone.

Nella maggior parte dei casi l’endometrio inspessito non deve destare preoccupazioni, poiché collegato ai cambiamenti fisiologici che caratterizzano il ciclo mestruale.

L’endometrio inspessito può però essere causato da diversi fattori tra cui: il diabete mellito, il carcinoma dell’endometrio, il tumore all’ovaio, i polipi endometriali, l’obesità, una terapia a base di estrogeni… Per individuare l’iperplasia endometriale è necessario effettuare alcuni esami, come ad esempio l’ecografia transvaginale dell’utero, e la terapia per trattare l’endometrio inspessito varia a seconda del fattore scatenante e in base all’eta della paziente.

Esistono 2 tipi di iperplasia endometriale: quella senza atipie e quella con atipie.

La prima tipologia è anche detta benigna poiché caratterizzata da cellule che non mettono a repentaglio il tessuto endometriale normale. La seconda invece presenta delle cellule maligne ed è considerata una lesione precancerosa.

Per individuare l’iperplasia endometriale è necessario sottoporsi a una biopsia endometriale mediante isteroscopia per acquisire un campione endometriale e poterlo analizzare.

Iperplasia endometriale: tutti i rischi

Una donna che ha l’iperplasia endometriale è più a rischio per lo sviluppo di tumori all’utero, specialmente se si verifica nel periodo successivo alla menopausa. Con la conclusione del ciclo mestruale infatti si annullano anche tutti quei cambiamenti ormonali che vanno a incidere sull’inspessimento dell’endometrio. Per questa ragione l’iperplasia endometriale in una donna in menopausa è un evento anomalo che deve essere approfondito con il medico. C’è da dire comunque che non è escluso che una donna in età fertile non possa sviluppare l’iperplasia endometriale a causa di un tumore, ma è più raro.

In genere i soggetti più a rischio per lo sviluppo dell’iperplasia endometriale sono:

  • donne sopra i 35 anni
  • donne che non hanno avuto figli
  • donne obese
  • donne che fumano
  • donne con una storia familiare contrassegnata dalla presenza di cancro all’endometrio, all’ovaio o al colon
  • donne che hanno avuto la prima mestruazione molto giovani

Sintomi dell'iperplasia endometriale

Nelle donne in età fertile la presenza di endometrio inspessito può essere segnalata da:

  • mestruazioni più lunghe del normale
  • mestruazioni più abbondanti del normale
  • perdite intermestruali conosciute anche come spotting

Nelle donne in menopausa invece la presenza di endometrio inspessito può essere segnalata dalla presenza di sanguinamento vaginale anche se, talvolta, è del tutto asintomatico.

Trattamento e prevenzione dell'iperplasia endometriale

Una volta effettuato l’esame e capito se l’iperplasia è benigna o maligna, si può procedere alla terapia. In primis, in caso di obesità, è caldamente consigliato il dimagrimento. Per l’iperplasia benigna di solito si prescrive una trattamento a base di progesterone per un periodo di 3 o 6 mesi; per quella che presenta delle atipie, nelle pazienti in età fertile, si procede con una terapia a base di progesterone per 6 mesi e controlli periodici, ma se non si riscontrano evoluzioni positive solitamente c’è da procedere con l’isterectomia. L’intervento chirurgico è invece consigliato in caso di iperplasia maligna in pazienti in menopausa.

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