Le perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra sono un fenomeno comune: vediamo le possibili cause dello spotting anomalo.

A quasi tutte le donne in età fertile ogni tanto capita di avere delle perdite di sangue anomale tra una mestruazione e l’altra. Accolto spesso con molta preoccupazione, lo spotting (così viene definita questa piccola emorragia episodica con termine inglese che deriva dal verbo “to spot”, ovvero macchiare) in realtà è nella maggioranza dei casi un fatto privo di significato patologico. In genere queste perdite ematiche hanno la caratteristica di essere molto scure perché di derivazione uterina, e di minima entità, giusto poche gocce che sporcano lo slip.

Tuttavia, non bisogna mai neppure minimizzare le anomalie che si verificano nel ciclo mestruale, soprattutto se ripetute, perché la prevenzione passa sempre dall’attenta rilevazione dei segnali del corpo. In questo caso, con lo spotting che messaggi invia l’apparato riproduttivo?

I messaggi che il corpo invia attraverso lo spotting possono essere davvero molteplici a seconda del periodo del mese in cui il fenomeno si verifica e della sua quantità, inoltre la causa può variare a seconda se si stanno usando dei dispositivi intrauterini per la contraccezione o se si sta assumendo la pillola, e naturalmente se si ha una gravidanza in corso.

Proviamo a fare un breve elenco delle più comuni cause di perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra:

  • Ovulazione. È in assoluto il caso più comune. Per alcune donne, in concomitanza con l’espulsione dell’ovulo maturo da parte del follicolo ovarico può avvenire una piccola perdita di sangue. In questo caso è possibile che allo spotting si associ un po’ di dolore al fianco corrispondente all’ovaia che ha ovulato.
  • Anticipo delle mestruazioni. Talvolta minime perdite di sangue si hanno qualche giorno prima dell’arrivo del flusso vero e proprio, una sorta di avvisaglia.
  • Uso di anello o spirale contraccettiva (IUD). Si tratta di dispositivi che devono esser inseriti nell’utero e che pertanto il corpo deve imparare ad accettare, del resto si tratta pur sempre di corpi estranei che vengono impiantati per lunghi periodi. Nella fase di assestamento può accadere che si abbiano piccole perdite ematiche che però non devono preoccupare. Se, però, tali perdite dovessero presentarsi sistematicamente al di fuori dal normale flusso mestruale, e soprattutto se fossero accompagnate da altri sintomi come fastidi o crampi, allora è segno che qualcosa è andato storto nel posizionamento del contraccettivo e che pertanto esso andrà rimosso quanto prima.
  • Perdite da impianto. Sono delle perdite di sangue che si verificano nei primi giorni di gravidanza, e precisamente nel momento in cui l’ovocita fecondato si annida nell’utero andando a sfaldare una minima parte di mucosa, ovvero di tessuto endometriale. Queste perdite sono molto scure o molto chiare, e difficilmente sono di notevole entità, anche se talvolta possono essere scambiate per anticipo di mestruazioni, soprattutto nelle donne con ciclo irregolare. L’unico modo però per essere certe di una eventuale gravidanza è sottoporsi ad una rilevazione dell’HCG sulle urine.
  • Uso della pillola contraccettiva. In questo caso le piccole perdite intracicliche sono comuni e dipendono dagli sbalzi ormonali. Se, però, dovessero presentarsi troppo spesso, allora sarebbe segno di un dosaggio non adeguato e pertanto il tipo di contraccezione ormonale andrebbe cambiato.
  • Endometriosi. L’endometriosi è una delle più diffuse malattie ginecologiche che colpiscono le donne in età fertile soprattutto se molto giovani. È causata da una produzione abnorme di tessuto endometriale (la mucosa dell’utero) che, oltre a ricoprire le pareti uterine interne ed esterne, tende a proliferare estendendosi alle ovaie o all’intestino. Questo fenomeno produce sintomi da lievi a invalidanti, soprattutto durante le mestruazioni che diventano emorragiche e incredibilmente dolorose tanto che i crampi vengono descritti come simili, per intensità, alle contrazioni del parto. Tra gli altri sintomi c’è anche la possibile perdita di sangue tra una mestruazione e l’altra. L’endometriosi purtroppo non si cura, ma si può tenere a bada con terapie ormonali e chirurgiche con rimozione del tessuto endometriale in eccesso.
  • Presenza di fibromi. I fibromi sono formazioni benigne che si formano all’esterno o all’interno dell’utero, e che possono raggiungere grandi dimensioni. Non sempre è necessario eliminarli. Un tipo specifico di fibroma, definito sottomucoso, può dare come sintomo anche episodi di spotting tra una mestruazione e l’altra.
  • Tumori alla cervice uterina. In questo caso le perdite ematiche sono un segnale allarmante perché significa che il cancro si è già esteso. Le perdite prodotte da una neoformazione maligna emanano un odore sgradevole e l’aspetto del sangue è slavato e marroncino.

Piaghette o polipi al collo dell’utero. Non sono gravi ma vanno comunque indagati e curati, anche perché, tra i loro sintomi, oltre allo spotting possono provocare bruciore e dolore durante i rapporti sessuali.

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