Vivere la sessualità

Preservativo rotto: quali sono i rischi e cosa fare

Può succedere. L’importante è essere pronti, preparati e sapere cosa fare per non incappare nel rischio di gravidanze indesiderate o malattie sessualmente trasmissibili.

Preservativo rotto: quali sono i rischi?

Il preservativo è spesso considerato il terzo incomodo tra gli anticoncezionali più usati nelle relazioni, sia in quelle brevi che in quelle lunghe. Sta di fatto che elimina i fattori di rischio principali di un rapporto non protetto: contrarre malattie sessualmente trasmissibili (MTS) e rischiare una gravidanza indesiderata. Quindi, forse è meglio non ironizzare sull’argomento e cercare di capire davvero l’importanza di praticare sesso protetto.

Il preservativo rotto è un inconveniente da non sottovalutare, anche se può succedere a tutti e non bisogna assolutamente colpevolizzarsi. L’importante è sapere cosa fare per evitare di contrarre MTS.

Innanzitutto, il rapporto si considera non protetto anche se il preservativo si rompe prima dell’eiaculazione: ci saranno problemi sia per quanto riguarda il rischio di una gravidanza indesiderata, sia per la protezione dalla contrazione di eventuali infezioni, questo perché il liquido prodotto durante i preliminari contiene sia liquido spermatico sia germi che possono provocare infezioni.

Il preservativo ha un costo contenuto e, a differenza di altri metodi contraccettivi comunque efficacissimi nel prevenire gravidanze indesiderate, non presenta fattori di rischio, se non la possibilità di un’eventuale rottura, che è comunque quasi sempre causata da un uso maldestro.

Come evitare una gravidanza se il preservativo si è rotto

Sicuramente il rischio a cui si pensa per primo e che ci spaventa di più è la gravidanza indesiderata. Ad oggi, per evitare un possibile concepimento, le soluzioni da prendere in considerazione sono diverse. 

La più comune è sicuramente la pillola del giorno dopo. Da distinguere dalla pillola abortiva, che viene somministrata quando il concepimento è già avvenuto, la pillola del giorno dopo deve essere assunta entro e non oltre le 72 ore dopo la fine del rapporto non protetto. È importantissimo sottolineare che questa pillola non va presa con leggerezza e che non deve mai essere considerata un metodo contraccettivo. 

Se si superano le 72 ore dopo il rapporto, un’altra soluzione per non incorrere nel rischio di una gravidanza è la spirale IUD al rame, che ovviamente deve essere inserita nell’utero da un medico specializzato e, se l’inserimento avviene a non più di 5 giorni dal rapporto, offre un’ottima garanzia di contraccezione.

Preservativo rotto: come limitare il rischio di contagio delle MTS

Come detto, il rischio da eliminare per primo è quello di una gravidanza indesiderata, scegliendo una delle possibili soluzioni di cui sopra e ricordandosi di fare più attenzione le prossime volte.

Anche il rischio di aver contratto una malattia sessualmente trasmissibile non è però da sottovalutare e per limitare le chance di queste infezioni ci sono un’accurata igiene intima, i vaccini specifici e i regolari controlli medici. 

Evitare inoltre i detergenti intimi aggressivi, che potrebbero acuire un’infezione in erba.
Per ulteriori accertamenti è meglio rivolgersi a un medico specializzato, che sicuramente saprà consigliare eventuali esami diagnostici ed eventuali terapie.

Come evitare la rottura del preservativo

Parola d’ordine: accortezza. Il preservativo, così come l’involucro che lo contiene, va maneggiato con cura e delicatezza. A differenza degli altri contraccettivi, il preservativo è davvero facile da reperire, quindi questa non può essere una valida scusa per il mancato uso.

Tanto banale quanto importante da sottolineare: prima dell’uso controllare la data di scadenza, che potrebbe compromettere l’alto livello di protezione e anche aumentare il rischio di rottura. 

Il luogo in cui si conserva è fondamentale: il cruscotto della macchina o la borsa purtroppo non vanno bene. Nella borsa l’involucro può essere lacerato da altri oggetti, mentre la temperatura della macchina che varia da calda a fredda, a seconda della stagione e dei momenti della giornata, potrebbe deteriorarlo.

Non strappare l’involucro con i denti: lasciamo la prerogativa a Mr Grey e procediamo con cautela, evitando di graffiarlo o romperlo, al momento dell’apertura e anche quando lo si infila. 

A tal proposito è importantissimo capire quale sia la misura giusta da utilizzare: se è troppo grande il rischio è quello che si sfili, se è troppo piccolo potrebbe arrotolarsi su se stesso. Anche la tipologia non deve essere scelta a caso, per esempio è importante ricordare di non usare i preservativi in lattice insieme a lubrificanti a base oleosa.

Promemoria: se indossato correttamente il preservativo ha un’efficacia di protezione da gravidanze e malattie del 99,9%, basta usarlo, e usarlo bene. 

Inesperienza, foga del momento, tipologia di prodotto sbagliata. Ci sono moltissime circostanze che possono causare la rottura del preservativo e tale “misfatto” comporta alcuni rischi, più o meno gravi, da tener presente una volta preso atto di quanto accaduto. Vediamo come accade, cosa fare dopo e anche quali sono i consigli da seguire per evitare che succeda di nuovo.

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