Disturbi intimi

Come cambia la pelle in base ai livelli ormonali dalla pubertà alla menopausa

Squilibri ormonali, quali sono le possibili conseguenze

Nelle donne sono gli estrogeni a regolare la produzione di collagene ed elastina, e sono collagene ed elastina, a loro volta, i responsabili dell’elasticità e della tonicità della pelle. Per questo motivo, tra le possibili conseguenze degli squilibri ormonali c’è la possibilità che la quantità e la funzionalità di queste due proteine subisca un’alterazione, divenendo causa di modificazioni cutanee, come pelle del viso e del corpo più secca, smagliature, ritenzione idrica, brufoli e macchie. Gli inestetismi della pelle, causati da sbalzi ormonali, possono essere diversi e variare a seconda del periodo ormonale che la donna sta vivendo: partendo dal menarca per arrivare alla menopausa, passando da quel “party hardcore” chiamato pubertà, durante il quale alcune giovani hanno a che fare con la temutissima acne giovanile, un problema che molto spesso, in una fase così delicata della vita, è causa non solo di inestetismi della pelle, ma anche di problemi psicologici.

Acne giovanile: a cosa è dovuta e come curarla

Tutti conoscono il momento di “picco ormonale” altrimenti conosciuto come periodo dell’adolescenza: il tempo della ribellione, della scoperta di se stessi e, purtroppo, anche dell’acne. Tra i 14 e i 16 anni viviamo un totalizzante turbinio di cambiamenti, dal quale spesso usciamo tramortite e tatuate, e in molti casi i motivi sono principalmente riconducibili agli sbalzi ormonali. Gli ormoni sono responsabili dello sviluppo delle nostre ghiandole sebacee ed è durante la pubertà che queste maturano, provocando a volte la temuta acne giovanile, ovvero un disturbo infiammatorio del follicolo pilifero e delle ghiandole sebacee. Durante la pubertà, la produzione di testosterone (un ormone maschile) aumenta sia negli uomini che nelle donne. Questo spesso porta a un’eccessiva produzione di sebo, che può causare pelle grassa e acne. Passata la pubertà, nella maggior parte dei casi questo problema si risolve da solo: infatti se il 70% degli adolescenti ha a che fare con una pelle tendenzialmente acneica, crescendo la percentuale si riduce notevolmente, soprattutto negli uomini, per i quali la produzione ormonale si stabilizza con il passare degli anni, mentre per le donne continua a fluttuare, anche tra i 20 e i 40 anni, e poi ancora durante la menopausa. Le signore in pratica non smettono mai di combattere contro i brufoli, neanche dopo la pubertà, perché possono sviluppare l'acne ormonale.

L’acne ormonale, un problema per le donne adulte

L’acne sembra essere un incubo che non finisce mai perché esiste anche l’acne della donna adulta, altrimenti detto acne ormonale, principalmente riconducibile a tre fattori: · Il ciclo mestruale · La gravidanza · La menopausa Acne tardiva, sicuramente meno diffusa di quella giovanile, ma comunque piuttosto comune tra le donne adulte. Una vera e propria patologia, da non confondersi con le piccole imperfezioni o con i brufoli sporadici, l’acne della donna adulta è una ipercheratosi con colonizzazione batterica e infiammazione che compare soprattutto nella zona intorno alla bocca, sul mento e sul collo, ma anche sul décolleté e sulla schiena. In Europa il 48% delle donne tra i 30 e 49 anni soffrono di acne tardiva, anche detto l’acne della donna in carriera, non a caso, uno dei principali fattori che scatenano questa patologia è lo stress, oltre che un’eccessiva attività delle ghiandole surrenali e la produzione di ormoni androgeni. I dermatologi possono suggerire diversi tipi di cure per questo tipo di acne, che può presentarsi in forme più o meno aggressive. Oltre a queste soluzioni farmacologiche prescritte dal medico, è necessario mantenere la pelle ben idratata, usando creme che non occludano i pori: ideali le formule rinfrescanti e quelle specifiche anti foruncoli. Se è vero che gli ormoni non smetteranno mai di farci tribolare, una volta messo da parte il rischio di incorrere nell’acne della donna adulta, non sarà più l’eccessiva produzione ormonale a causarci problemi, bensì la sua cessazione, che con l’arrivo della pre-menoapausa provocherà effetti esattamente contrari a quelli incontrati fino ad ora, causando eccessiva secchezza della pelle.

Pelle secca e menopausa, come affrontare il cambiamento

Tra i sintomi più comuni della pre-menopausa, oltre alle classiche vampate di calore e alle irregolarità del ciclo, c’è una visibile alterazione cutanea dovuta ai cambiamenti ormonali. Il corpo inizierà a produrre meno estrogeni e, di conseguenza, meno collagene, proteina fondamentale per mantenere la pelle elastica e compatta. L’arrivo della menopausa, il calo degli ormoni e quello della produzione di sebo rendono quindi la pelle più secca, provocando spesso anche episodi di flushing (arrossamento al volto) e la comparsa di rughe. Ciò è dovuto in gran parte alla diminuzione del collagene interno alle cellule: una donna in menopausa ne perde il 2,1% l’anno circa e, con il passare del tempo, questa percentuale aumenta, raggiungendo un calo del 30% durante il post menopausa. I dermatologi sono abituati a trattare questi tipi di problemi e a consigliare dermocosmetici o integratori specifici per questo particolare momento della vita. Anche una buona beauty routine può davvero fare la differenza e aiutare a mantenere una pelle visibilmente più giovane. È essenziale scegliere un siero formulato per rispondere alle esigenze cutanee di una donna in menopausa e lo stesso vale per la crema. Oltre a sieri e creme, anche applicare maschere all’acido ialuronico aiuterà a mantenere la pelle più morbida, elastica e soprattutto idratata. Andando avanti con l’età, infatti, si tende non solo a bere meno, ma anche a perdere più liquidi, favorendo così una maggiore disidratazione.

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