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Allattare al seno: tutto quello che c’è da sapere

Il latte materno è un'importante fonte di nutrimento per il neonato ed è raccomandato almeno fino al sesto mese

L’allattamento al seno in maniera esclusiva viene raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità fino al sesto mese di vita del bambino. Il latte materno è infatti un’importante fonte di nutrimento per il neonato, ma non solo: è ricco di sostanze che fanno maturare il sistema immunitario e l’organismo del piccolo. Per questo, anche quando si affiancano alimenti complementari, il latte della mamma dovrebbe rimanere la prima scelta fino ai due anni. L’allattamento al seno è un gesto estremamente naturale, le madri sanno adattarsi alle situazioni più impensabili, ma specialmente all’inizio è bene adottare dei piccoli accorgimenti. Alcune posizioni per l’allattamento possono fare la differenza nella qualità delle poppate, sia per il bambino che per la mamma.

Le posizioni per allattare sono moltissime e con il tempo troverai quella che ti rende il momento più confortevole, ma specialmente all’inizio non si dovrebbe lasciare al caso questa attività. A determinare la buona riuscita della poppata, infatti, è anche lo stato di rilassamento della mamma, sia mentale che fisico, dato dalla fatica di tenere il bimbo in braccio per diversi minuti.

Dietro l’importanza della serenità della mamma c’è anche una motivazione scientifica: all’interno delle spalle e nella colonna vertebrale sono presenti i recettori dell’ossitocina, che se rilassati, in assenza di contratture o dolore, stimolano il flusso del latte. Questi recettori, inoltre, possono essere stimolati attivamente se toccati o con un leggero massaggio (una buona scusa per coinvolgere il partner!). La stimolazione prende il nome di massaggio ossitocinico, che attiva una cascata di ormoni che aiutano l’allattamento.

I benefici dell’allattamento per il bambino

Allattare il tuo bimbo al seno non ha come unico vantaggio la comodità di latte sempre pronto e alla giusta temperatura. La natura è straordinaria: i tuoi seni di donna, fin dai primi momenti dopo il parto, producono il colostro, una secrezione che non dà al neonato solo nutrimento, ma anche sostanze fondamentali per il suo sviluppo. Contiene infatti proteine, carboidrati, lipidi, ma anche anticorpi che accrescono le difese immunitarie del bambino. Il colostro viene prodotto i primissimi giorni, poi, con l’arrivo della “montata lattea”, si attiva la produzione di latte vero e proprio.

L’allattamento al seno, se prosegue, ha numerosi benefici: riduce il rischio che il bimbo sviluppi allergie, diabete, gastroenteriti, infezioni respiratorie e otiti. Migliora inoltre lo sviluppo psicomotorio, della vista e la conformazione della bocca.

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I vantaggi dell’allattamento per la mamma

Gli effetti positivi dell’allattamento al seno non riguardano solo il piccolino, ma ricadono anche sulla neomamma. Oltre alla praticità di avere il latte sempre con sé e a costo zero, questa abitudine facilita le contrazioni che “ripuliscono” l’utero dopo il parto e che portano con sé le perdite chiamate lochiazioni. L’allattamento aiuta poi a perdere i chili in più guadagnati in gravidanza e a ridurre il rischio di osteoporosi e di alcuni tipi di tumore al seno e alle ovaie.

Un aiuto dal cuscino per l’allattamento

Il cuscino per la gravidanza è un oggetto spesso non consigliato o non incluso nelle liste nascita, ma in realtà può rivelarsi molto utile. Negli ultimi mesi di gestazione, quando il pancione è più ingombrante, ti aiuterà a dormire comoda e dopo si rivelerà un ottimo sostegno per l’allattamento. Tra tutti i tipi in commercio, quello che consigliamo è quello “a serpentone”, a forma di C, perché più versatile. Questo modello lo potrete gestire come meglio credete, prende la forma che più desiderate ed è un buon supporto per l’allattamento, perché può trasformarsi in una sorta di nido per il vostro bimbo. Può essere una soluzione in caso di piccoli problemi di reflusso, per esempio: ci si può appoggiare il neonato in modo da tenergli su la testolina.

Curiosità: alcuni cuscini sono realizzati con speciali imbottiture, per esempio la pula di farro. Si tratta della pulitura del seme del cereale, ciò che ne rimane dopo la trebbiatura, ed ha proprietà eccezionali. Un cuscino riempito con pula di farro ha poteri antinfiammatori, combatte i dolori articolari, le contratture e le dermatiti. È inoltre un materiale fresco, ideale quindi anche d’estate.

Le posizioni corrette per allattare al seno

Tra le tante posizioni per l’allattamento che puoi sperimentare, te ne consigliamo tre, pensate per utilizzare il cuscino che ti abbiamo suggerito.

La prima è molto semplice, è forse quella che viene più istintiva alle mamme. Da sedute, si avvicina il volto del bambino al seno e gli si sorregge busto e testa con il braccio corrispondente alla mammella da cui sta poppando. Alla lunga, questa posizione può risultare scomoda, per questo il cuscino può aiutare in maniera molto agevole per appoggiare il gomito coinvolto.

La seconda è nota come posizione rugby, perché il modo in cui il bimbo viene tenuto ricorda un po’ il modo di portare la palla nello sport americano. È tra le posizioni di allattamento raccomandate per svuotare bene il seno. Sempre stando sedute, possibilmente a gambe incrociate, si avvicina il cuscino il più possibile al proprio busto e lo si avvolge alla vita, entrando con il corpo nella parte vuota della C. Si appoggia poi il neonato su un lato del cuscino, con i piedini rivolti verso la schiena della mamma. È una posizione estremamente consigliata per i primi giorni a casa, perché durante la suzione è stimolata una parte esterna del seno, nella zona dell’ascella, che rimane sempre troppo piena di latte. Ciò ti permetterà di ottenere un seno più morbido e un po’ di meritato sollievo. Avrai anche le mani libere, potrai così concederti di bere dell’acqua (sempre importantissima!), mangiare e, perché no, trovare il tempo per leggere o fare qualcosa che ti fa rilassare. Trasformerai questo momento “vostro” anche in un momento per te.

La terza è la posizione incrociata, anch’essa ottima per stimolare parti del seno di solito trascurate. Si sta sedute e si pone il bambino in maniera trasversale al busto della mamma, con i piedi dal lato opposto al seno da cui si allatta, ma lo si sorregge con il braccio opposto alla mammella. In questo modo si stimola la parte più centrale del seno, quella verso lo sterno.

Ricorda in generale questa regola: non è mai la mamma che si avvicina con il seno al bambino, ma è il neonato che va portato verso di sé.

I diritti di una mamma che (non) allatta

Ci sono mamme che non possono allattare, altre che non vogliono. Tieni in mente questo: non allattare non ti rende una cattiva madre. Possono essere vari i motivi che ti portano a questa scelta, per cause di salute, di lavoro, psicologiche. Sappi solo che, come madre, hai dei diritti: a lavoro, per esempio, potrai prendere dei permessi retribuiti di qualche ora al giorno per allattare, fino al primo anno di vita. Qualunque sia la tua decisione, non devi sentirti sbagliata in nessun caso, perché l’amore verso il tuo bambino non si misura certo dalle poppate giornaliere che gli offri.

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