Qual è la differenza tra yoga ormonale e yoga tradizionale?

Se praticato con costanza, lo yoga tradizionale porta numerosi benefici, alleviando lo stress e favorendo la regolarità del ciclo mestruale, ma il segreto del metodo Rodrigues sta nell’aver ideato sequenze specifiche e mirate di asana, combinandole con tecniche di respirazione come il bastrika pranayama e di visualizzazioni tibetane. Gli effetti benefici di questa combinazione sono immediatamente riscontrabili, anche solo dopo pochi giorni di pratica.

In India lo yoga nasce come disciplina maschile, per questo Dinah Rodrigues ha pensato di ideare una tecnica che fosse studiata ad hoc per le donne. Partendo dallo studio degli ormoni, da cui dipendono le principali funzioni del corpo, la pratica HYT mira a stimolare le ghiandole endocrine per aiutare il corretto fluire degli ormoni e riattivare le energie. 

La differenza principale quindi tra lo Yoga Hatha (tradizionale) e lo yoga ormonale è che il primo ha come obiettivo quello di mantenere il corpo in salute e prevenire le malattie, mentre il secondo ha effetti terapeutici, in particolare sul diabete e su un basso livello ormonale.   

I benefici dello Yoga ormonale sul desiderio sessuale

Le ricerche condotte da Dinah, confermate dall’Università di San Paolo e ben spiegate nel suo libro (“Yoga Ormonale per la salute della donna”, Fabbri Editori, 2019), dimostrano che la HYT aiuta a risolvere diversi disturbi legati agli squilibri ormonali, come irregolarità del ciclo, sindrome premestruale, policistosi ovarica, difficoltà di concepimento e disturbi tiroidei.

Ma non solo: la ricerca ha dimostrato anche che lo yoga ormonale stimola il desiderio sessuale. 

Lo yoga ormonale è risultato essere un vero e proprio toccasana per le coppie più durature. «Quando il livello di ormoni è basso, la libido svanisce, ma ritorna molto velocemente, già dopo una settimana di pratica. Funziona anche sugli uomini, riequilibrando i livelli di testosterone» spiega, fiera, l’ideatrice della tecnica.

Il chakra della sessualità (punto energetico della sessualità) è localizzato tra l’ombelico e gli organi genitali, nel midollo spinale. Questo chakra regola gli impulsi sessuali e il meccanismo di disintossicazione naturale del corpo.

Gli esercizi dello yoga ormonale aprono proprio questo chakra. 

Dinah Rodrigues nel suo libro parla dello studio che ha condotto su una delle sue allieve, grazie alla quale ha potuto riscontrare gli effetti benefici dello yoga ormonale. La donna, 38 anni, è arrivata con un livello di estrogeni molto basso e un calo totale della libido. La Rodrigues ha registrato i livelli ormonali prima che l’allieva iniziasse il suo percorso e poi di nuovo alla fine.

Inizialmente il livello di estrogeni erano di 5 pg/ml con livello di progesterone: 0,8 ng/dl. Dopo sei mesi di yoga ormonale, praticato 2/3 volte per settimana, in abbinamento alla pratica di rilassamento e Yoga Nidrā terapeutico 5 volte al mese, i livelli sono saliti a 261 pg/ml per gli estrogeni e a 10,7 ng/dl per il progesterone, aumentando notevolmente la libido della donna presa in esame. 

Esercizi di yoga ormonale da praticare a casa

La HYT è particolarmente indicata per tutte le donne con disturbi ormonali, alle quali si consiglia una pratica da 90 minuti, da ripetersi 4 o 5 volte la settimana. 

Il libro di Dinah Rodrigues riporta l’intera sequenza di esercizi da lei ideati, per la stimolazione ormonale e il ripristino della libido. Queste pratiche sono ottime sia per gli uomini che per le donne e si possono imparare velocemente sia con lo studio del libro sia seguendo uno dei seminari organizzati da insegnanti certificati. 

È importante seguire gli esercizi in sequenza ma, per tentare un primo approccio conoscitivo della materia, ve ne consigliamo alcuni semplici da provare. 

Prānāyāma calmante

Posizione iniziale: sedute (sui talloni o gambe incrociate), schiena dritta, volto e braccia rilassati, mani chiuse in jñāna mudrā (pollice e indice uniti).

Inspirare contando 1–2–3. Espirare contando 1–2–3–4–5–6. 

Chandra bhedana

Posizione iniziale: sedute (sui talloni o gambe incrociate), schiena dritta, mani in jñāna mudrā.

Mano sinistra in jñāna mudrā, con il pollice della mano destra tappare la narice destra, quindi inspirare ed espirare lentamente, solo dalla sinistra.

Concentrazione rivolta alla parte alta dell’emisfero sinistro del cervello, l’area lunare (Chandra). Respirare tranquillamente, prolungando l’espirazione rispetto all’inspirazione. Successivamente, chiudere la narice sinistra con anulare e mignolo e inspirare ed espirare lentamente dalla narice destra. 

Serenità, la tecnica buddista

Posizione iniziale: sedute (sui talloni o gambe incrociate), schiena dritta, mani incrociate dietro la schiena, braccia distese. Occhi socchiusi.

Inspirare piegandosi in avanti e portando le braccia verso l’alto.

Espirare tornando in posizione eretta, abbassando le braccia.

L’esercizio deve essere eseguito dieci volte, facendo attenzione a portare avanti una respirazione naturale. Dopo la prima serie, ripetere le respirazioni per dieci volte, ma senza il movimento delle braccia e della schiena.  

 

FONTI:

Yogaatticlx

Cure naturali

Dinahrodrigues

Vanity Fair

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