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Plastica: come usarla il meno possibile

Come ridurre l’uso della plastica nella nostra quotidianità. In un’era in cui tutti siamo chiamati a contribuire basta davvero poco, pochissimo. Un piccolo gesto, se fatto tutti insieme, può fare la differenza.

Voliamo, speriamo in modo abbastanza spedito, verso un mondo plastic free. E, laddove anche i produttori si stanno adeguando per proporre prodotti in linea con le impellenti esigenze del pianeta, è necessario che ogni consumatore, che ognuno di noi, faccia del suo meglio per partecipare attivamente a questa battaglia così importante.

Partiamo dalle basi, ripensando al quotidiano in un’ottica più ambientalista, cercando di adattare le abitudini alle esigenze dell’ambiente. 

Come iniziare a vivere senza plastica

Un argomento – quello di una vita plastic free – che oggi è davvero molto discusso, a causa della grave situazione in cui verte il pianeta e dell’irreversibilità di questa situazione, se non agiamo tutti, fin da subito, affinché le cose cambino.

Le aziende si stanno adattando e così anche i Paesi, che con nuove direttive utili a diminuire l’uso della plastica, cercano di proporre una nuova quotidianità, fatta di accortezze ed ecologia, bandendo piatti e bicchieri di plastica e dando regole chiare e ferree su come effettuare il riciclaggio. È grazie a queste imposizioni che oggi si punta a produrre oggetti che abbiano una durata maggiore, per sostituire tutto ciò che è monouso

Un ottimo ragionamento da fare è iniziare a far caso a quanti e quali oggetti monouso usiamo durante le nostre giornate, quindi cercare di sostituirli con la loro “versione a lunga durata”. Un’eliminazione totale della plastica è davvero difficile, ma ridurne l’utilizzo quotidiano è invece molto facile. Vediamo come.

Come ridurre l’uso della plastica nella quotidianità

Pensiamo a quanti e quali oggetti in plastica possono essere sostituiti con oggetti a lunga durata.

Parole d’ordine: riuso e riciclo. L’obiettivo è ridurre al minimo i rifiuti, non solo quelli plastici, di ogni genere, e per dare concretezza alle parole, provare a sostituire sin da subito almeno 5 di questi oggetti in plastica di uso quotidiano:

  • Acqua in bottiglia
  • Buste per la spesa in plastica
  • Spazzolino in plastica
  • Frutta e verdura confezionate in plastica
  • Pettini e spazzole in plastica
  • Rasoio usa e getta
  • Detersivi in bottiglie di plastica
  • Bicchieri, piatti, posate in plastica monouso
  • Cotton fioc
  • Assorbenti
  • Capsule per caffè monouso
  • Accendini usa e getta

Come costruire una quotidianità senza plastica

Nessuno pretende che l’eliminazione di tutti questi oggetti quotidiani avvenga in modo coatto, dall’oggi al domani, ma sapere quanti e quali sono, certamente ci aiuterà a aguzzare la vista e a renderci più consapevoli dello spreco, primo passo fondamentale verso l’adozione di soluzioni alternative ecologiche, sempre più numerose, efficienti e di alta qualità.

Oggi, per esempio, è davvero facile sostituire le bottigliette di plastica con una borraccia, ce ne sono di diverse capienze, dimensioni e prezzi, alcune sono anche termos, ottime per portare in giro bevande calde. In media ogni persona consuma 1.5 litri di acqua al giorno, provando a eliminare anche solo questo tipo di plastica l’impatto sarebbe notevolissimo.

Un altro passo facile da muovere è evitare le buste usa e getta, sostituendole con quelle di tela che tutti avranno in casa o che oggi si possono comunque facilmente trovare ovunque, anche al supermercato.

La miglior cosa è tenerle sempre con sé, in borsa o in macchina, per averle a portata di mano in caso di acquisti. 

Un altro facile step da portare avanti può essere evitare l’acquisto, quanto più possibile, di articoli confezionati nella plastica. Al supermercato spesso frutta e verdura si trovano anche già confezionati, in contenitori di polistirolo e avvolti nella pellicola: un grandissimo spreco, meglio evitare e scegliere i prodotti sfusi, nei sacchetti in plastica riciclabile.

Lo spazzolino di bambù è davvero un’ottima alternativa a quello normale in plastica, con cui sicuramente tutti abbiamo avuto a che fare. La maggior parte avrà comunque le setole in plastica, che però possono essere rimosse e gettate via, mentre il manico in bambù può comodamente essere smaltito nell’umido. Stessa cosa vale anche per pettini e spazzole, prediligere quelli in legno.

Se si pensa alla plastica viene subito in mente il classico coperto a tavola da gettare nel cestino a fine pasto, evitando così la trafila del lavaggio piatti. Questo piccolo gesto, fatto spesso con noncuranza, ha un impatto ambientale enorme. Non a caso oggi molte isole, anche in Italia, si sono mosse per eliminare totalmente la plastica dai bar e ristoranti. Un piccolo gesto che varrà moltissimo e che tutti siamo in dovere di fare.

Plastica monouso in bagno, cosa eliminare

Nella lista di oggetti in plastica da sostituire, c’è un piccolo sottoinsieme che riunisce oggetti tipici della quotidianità per la cura della persona.

 

 

 

Primi tra tutti, i cotton fioc, con bastoncino di plastica. In Italia è già in vigore una legge che ne vieta la vendita e la produzione, in giro si vedono ancora, ma verranno piano piano sostituiti da una nuova versione, più ecologica con bastoncino di bambù, totalmente riciclabile.

 

Infine gli assorbenti. Ad oggi è davvero importante che anche gli assorbenti cerchino di ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente. Gli assorbenti Lady Presteril Bio cercano di dare una risposta concreta alle attuali esigenze del pianeta: la loro confezione è in cartone riciclato e la bustina, come lo strato protettivo sul retro dell’assorbente, sono in MaterBi, materiale compostabile. Una scelta consapevole e perfettamente in linea con il sogno di un mondo plastic free. 

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