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Vampate di calore in menopausa: cause e rimedi

Un fenomeno che imbarazza tante donne, ma che si può attenuare con qualche rimedio

Le vampate di calore in menopausa sono uno dei sintomi che accompagnano questa fase della vita delle donne. Una stima dice che questo fastidio colpisce almeno un 70% di loro, con non poche ripercussioni sulla quotidianità, tra imbarazzo e malessere. Nel tempo, fortunatamente sono state studiate delle soluzioni per alleviare il sintomo, fatte di farmaci ma anche da rimedi naturali. Infatti, sebbene del tutto fisiologiche e capaci di regredire da sole, le vampate costituiscono una fonte di preoccupazione per chi già sta affrontando tutti i cambiamenti psicologici e fisici della menopausa.

Vampate in menopausa: come riconoscerle?

Per vampata si intende un improvviso aumento di temperatura: le donne la descrivono come un calore che parte dal petto e si irradia fino al volto. Associato a questa spiacevole sensazione, un visibile rossore del viso, accompagnato poi da una sudorazione estesa e copiosa. Non di rado compaiono brividi e successivamente freddo: è il corpo che in maniera naturale cerca di ristabilire la giusta temperatura. Possono comparire anche palpitazioni, conseguenti a una maggior frequenza cardiaca, ma anche mal di testa.

Le vampate di calore in menopausa hanno la capacità di portare la temperatura della cute fino a 35°C in brevissimo tempo, facendola innalzare dunque anche di diversi gradi.

Quanto durano le vampate di calore in menopausa?

Ogni vampata di calore può durare da qualche secondo fino ad alcuni minuti, a seconda delle caratteristiche della donna e dalle circostanze. I primi episodi compaiono nel periodo chiamato perimenopausa, quando ancora le mestruazioni sono presenti ma si fanno irregolari e sono accompagnate da altri sintomi, come gli sbalzi di umore. La perimenopausa (e quindi anche le vampate) comincia mediamente intorno ai 45 anni di età e perdura fino alla definitiva scomparsa del ciclo mestruale. Le vampate di calore in menopausa, invece, durano anche diversi anni dalla scomparsa delle mestruazioni: la media è di circa 7 anni, ma ci sono donne che sono accompagnate da questo disturbo per molto più a lungo, fino a 10 o 14 anni, secondo uno studio. A essere più soggette a una permanenza così protratta nel tempo sono quelle donne che hanno visto comparire i sintomi molto presto o che soffrono di depressione o ansia.

Le cause delle vampate di calore in menopausa

Nonostante a lungo si siano attribuite quasi esclusivamente all’aspetto psicosomatico, le cause delle vampate di calore in menopausa sono ben definite e riguardano i cambiamenti ormonali che attraversa la donna in questo momento fisiologico della vita.

A determinare le vampate è a monte il calo degli estrogeni e del progesterone, che con la menopausa scendono fino a cessare la propria presenza. Per compensare questa mancanza, dall’organismo vengono rilasciate maggiori quantità di ormoni FSH e LH, ovvero l’ormone follicolo-stimolante e quello luteinizzante. Sono proprio questi ultimi a creare problemi all’ipotalamo, termostato del nostro corpo che in questa fase fatica a controllare in maniera regolare la temperatura corporea.

Ci sono inoltre dei fattori predisponenti per il manifestarsi delle vampate, come abuso di alcol e fumo, sedentarietà, obesità, ma anche componenti genetiche o l’appartenenza a una certa popolazione.

Come alleviare le vampate di calore in menopausa

Come accade spesso per molti disturbi, la miglior cura parte dalla prevenzione e soprattutto dallo stile di vita che si adotta. Infatti, anche se, come abbiamo visto, le vampate in menopausa sono molto comuni e spesso non gravi, alcune abitudini errate possono peggiorare la sintomatologia, rendendo il periodo della menopausa ancora più sgradevole.

Un’alimentazione sana e fresca

Un po’ come facciamo in estate per sopravvivere al caldo, per contrastare le vampate è bene preferire un’alimentazione che rinfreschi e non contribuisca ad aumentare la temperatura corporea. Evitate quindi cibi piccanti o particolarmente salati, insieme a tutti quelli che vi fanno sudare, per esempio quelli molto unti e conditi. Meglio dare spazio a frutta e verdura e limitare il consumo di alimenti di origine animale, spesso molto grassi, a favore di cibi ricchi di potassio: tra questi ci sono per esempio patate, banane e cavolfiore. Anche il calcio è importante, ma è bene assumerlo attraverso yogurt o formaggi freschi, piuttosto che da quelli più stagionati. Non dimenticare infine di rimanere sempre idratata bevendo la giusta quantità d’acqua.

Attenzione a fumo e alcol

Come è importante ridurre il peperoncino, così lo è per l’alcol, che favorisce il surriscaldamento dell’organismo. Andrebbero dunque evitate o limitate le bevande alcoliche, a maggior ragione se si è fumatrici, in quanto uno dei fattori favorenti le vampate.

Scegli i vestiti giusti e rimani attiva

Non ti appesantire troppo, vestiti quanto più possibile a strati in modo da poterti alleggerire con comodità qualora avvertissi dei momenti no. Cerca anche di indossare vestiti traspiranti e non sintetici, per non favorire la sudorazione. Mantieniti attiva, specialmente per non perdere il peso forma: l’obesità, infatti, contribuisce al manifestarsi delle vampate di calore. Per di più, fare sport contribuisce a tenere alto l’umore.

Rimedi naturali per le vampate in menopausa

Prima di ricorrere a farmaci, consigliati solo in casi più gravi e invalidanti, è possibile ricorrere a semplici rimedi naturali per le vampate. Esistono alimenti che contengono estrogeni vegetali: tra questi le proprietà più note le ha la soia, con i suoi isoflavoni (contenuti anche in altri legumi). Questi composti sono capaci di proteggere i recettori degli estrogeni, dunque di ridurre i sintomi sgradevoli della menopausa, ma contribuiscono anche a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo. Insieme alla soia, sono di aiuto anche fagioli e fave, oltre a orzo, segale e salvia.

I farmaci per le vampate di calore in menopausa

In farmacia si trovano ottime soluzioni per alleviare le vampate. Molti sono integratori realizzati a partire da estratti naturali come appunto la soia, ma anche il lino e il trifoglio rosso. Esiste infine il rimedio più radicale, che deve essere prescritto dal medico, ovvero la terapia ormonale sostitutiva. In questo caso si tratta di una combinazione di estrogeni e progestinici, utili anche a ridurre il rischio di osteoporosi.

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