Polipi endometriali e displasie: sintomi, pericolosità e tecniche diagnostiche.

Le loro dimensioni variano da pochi millimetri a diversi centimetri e nella maggior parte dei casi sono asintomatici. I polipi uterini, o meglio polipi endometriali (cioè che si sviluppano a livello della cavità uterina) sono tra le più frequenti patologie benigne dell’apparato genitale femminile ma scatenano molta preoccupazione: vanno tolti? Causano infertilità? Sono gravi? Così come in molte donne a generare timore (in realtà ingiustificato) è l’esame necessario per riconoscerli con certezza, cioè l’isteroscopia. Facciamo chiarezza.

Quando danno segno di sé, i polipi si manifestano con perdite di sangue di lieve entità tra un ciclo e l’altro (spotting) e spesso dopo i rapporti sessuali. Se sono endometriali, la loro presenza può essere causa di sanguinamenti anomali (ad esempio anche in menopausa) o cicli più lunghi e abbondanti (menometrorragie); inoltre, con il passare del tempo piccoli polipi possono aumentare di dimensioni provocando problemi maggiori sul controllo del ciclo. Infine, la presenza di polipi all’interno della cavità uterina può ostacolare un eventuale impianto di una gravidanza. In alcuni casi possono essere diagnosticati anche con un’ecografia transvaginale, ma la certezza diagnostica si può avere solo con un’isteroscopia. Se sono a livello del collo dell’utero, invece, si possono visualizzare durante una semplice visita ginecologica.

L’isteroscopia è un esame che consente, attraverso l’introduzione di uno strumento, l’isteroscopio, di visualizzare perfettamente l’interno del collo e della cavità uterina. Un unico intervento in isteroscopia non deve spaventare perché non crea alcun problema alla fertilità; anzi, viene consigliato in presenza di anomalie della cavità uterina e in alcuni casi può risolvere i problemi di infertilità.

Quanto all’urgenza di rimuoverli, non è sempre così: è consigliabile la loro asportazione se sanguinanti, altrimenti potrebbe non essere necessario. Del resto, la possibilità che un polipo uterino sia di natura adenocarcinomatosa esiste, ma non è frequente: nella maggior parte dei casi si tratta infatti di lesioni benigne comuni. Per avere la certezza della natura benigna o maligna del polipo bisogna procedere ad esame istologico condotto sul materiale asportato con un’isteroscopia operativa eseguita in day hospital con anestesia generale.

Diverse dai polipi sono le displasie. Con il termine displasia si identificano le alterazioni cellulari precancerose a livello del collo dell’utero. Possono dare spotting, ma spesso non si manifestano con alcun sintomo: l’unico modo per una diagnosi precoce e una terapia tempestiva è eseguire regolarmente il pap test.

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