Cistite, uretrite e altre infezioni delle vie urinarie sono spesso figlie di cattive abitudini o sorelle di altri disturbi che vanno subito identificati e corretti.

Idisturbi alle vie urinarie sono molto diffusi, soprattutto nella popolazione femminileCistite e uretritesono infatti tipiche infezioni che sebbene non gravi, tendono a recidivare, quindi a presentarsi, anche con una sintomatologia sfumata rispetto al primo episodio, più volte in un anno. Ma perché ciò accade, cosa provoca questo tipico disturbo così fastidioso, doloroso e imbarazzante?

L’apparato urinario è normalmente acido per impedire a batteri e funghi di moltiplicarsi e dare vita a infezioni. Quando l’acidità dell’ambiente urinario si abbassa, allora i batteri hanno il sopravvento. Questa situazione può verificarsi per diversi motivi e le cause più comuni delle infezioni alle vie urinarie, alcune quasi o del tutto prevedibili, sono:

 

  1. Uso di antibiotici. Ogni volta che assumiamo un antibiotico, soprattutto per via orale, stiamo andando a colpire sia i batteri cattivi responsabili dell’infezione che quelli buoni e indeboliscono la flora batterica difensiva di intestino e parti intime Questo a sua volta può aprire le porte ad altri batteri, sviluppo di resistenza all’antibiotico e la comparsa di cistiti e uretriti ricorrenti. Questa è una delle ragioni per cui è importante non abusare delle terapie antibiotiche e soprattutto evitare la tentazione del “fai da te”!
  2. Stitichezza e alterazioni della regolarità intestinale. Questa condizione è molto comune nella cistite, perché i disturbi del colon e dell’intestino come la sindrome dell’intestino irritabile alterano in modo cronico la microflora intestinale provocando quella che gli specialisti dell’intestino chiamano disbiosi. Chi ha disbiosi soffre di stitichezza, dolori addominali tipo coliche, a volte diarrea, flatulenza e meteorismo. Una dieta ricca di fibre e l’assunzione di prebiotici e fermenti lattici può aiutare a “ripopolare” l’intestino di batteri e microrganismi “buoni” riducendo il rischio di IVU e di malattie infiammatorie del colon
  3. Presenza di calcoli renali. I calcoli sono agglomerati di sali minerali normalmente presenti nelle urine che possono assumere dimensioni tali da provocare dolori fortissimi, le tanto temute coliche, quando vengono spinti insieme alla pipì verso l’uretere, la parte finale delle vie urinarie. La formazione di calcoli non è un evento normale, ma è comunque un disturbo molto diffuso, spesso favorito dalla “durezza” delle acque potabili che si consumano di solito o dalle abitudini alimentari. I calcoli possono creare piccole abrasioni sulla parete interna delle vie urinarie e impedire un corretto deflusso della pipì verso l’esterno, che resta in vescica e può favorire la crescita dei batteri. In generale chi soffre di calcoli è anche più a rischio di cistiti e infezioni delle vie urinarie. Per prevenire e curare i calcoli occorre bere molta acqua oligominerale, cioè povera di sali minerali per favorire la diuresi e l’espulsione di residui dalle vie urinarie.
  4. Infezioni vaginali mal curate. È abbastanza comune che infezioni trascurate o mal curate degli organi vicini all’uretra e alla vescica, come appunto la vagina, si trasmettano proprio alle basse vie urinarie. Quindi è cruciale curare la propria salute intima per evitare guai anche a vescica e reni.
  5. Prolasso vescicale. A volte nelle donne dopo la menopausa o dopo il parto si può verificare un piccolo “scivolamento” dell’utero e della vescica verso il basso. Il prolasso causa lo schiacciamento della vescica sull’uretra, con ristagno della pipì e aumento del rischio di contrarre infezioni
  6. Insufficiente o eccessiva igiene intima. Non lavarsi a sufficienza può far proliferare i batteri dando luogo non solo al cattivo odore, ma anche a infezioni di queste zone del corpo, uretra e vescica incluse. Ma altrettanto rischioso è lavarsi troppo, con detergenti aggressivi che impoveriscono la flora batterica, soprattutto quella femminile, e quindi la rendono meno protetta dagli attacchi dei batteri nocivi che possono poi trasmettersi alle vie urinarie.
  7. Diabete. Il diabete è un fattore di rischio per infezioni ricorrenti alle vie urinarie. Oltre a trovare una spiegazione nella caratteristica autoimmune di questa malattia del metabolismo, la presenza di grandi quantità di glucosio nella pipì favorisce la moltiplicazione dei batteri nocivi e lo sviluppo di infezioni.
  8. Cistite da “corpo estraneo”. Il catetere dopo un intervento chirurgico e il diaframma o la spirale associati a creme spermicide possono diventare ricettacolo di batteri e favorire un’infezione. Meglio rispettare la gestione e igiene di questi strumenti!
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