Gravidanza gemellare: sintomi, rischi e ansie si fanno doppi? Anche le gioie! Curiosità e risposte alle domande più frequenti circa l'attesa di due gemelli o più.

Una gravidanza gemellare è un evento speciale, che può scatenare nei genitori le sensazioni più contrastanti: gioia, eccitazione, ansia, senso di sopraffazione, confusione, paura, felicità. Sono emozioni comuni a tutti i futuri genitori quando si scopre di aspettare un bambino, ma di intensità doppia nella maggioranza dei casi, essendo due (o più) i bimbi in arrivo!

Numerose le domande che si affollano nella mente a partire dalle causeda come è stato possibile, come è avvenuto e soprattutto… Saranno gemelli identici oppure no?

Gravidanza gemellare, come e perché

A volte una gravidanza gemellare capita casualmente. In altri casi esistono dei “fattori predisponenti”. Sono i seguenti:

  • Riproduzione assistita. L’utilizzo di tecniche come la fecondazione in vitro aumenta la probabilità di avere una gravidanza multipla; lo stesso dicasi per i farmaci che stimolano l’ovulazione in altri trattamenti per l’infertilità; non a caso negli ultimi decenni il numero delle donne incinte di gemelli è gradualmente aumentato, proprio in relazione al maggior ricorso a tali metodiche
  • Mamma in età avanzata: più si invecchia e più è facile una gravidanza gemellare in quanto i cambiamenti ormonali possono provocare il rilascio di più ovuli contemporaneamente. Le donne tra i 30 e i 34 anni hanno il doppio di probabilità di avere una gravidanza gemellare rispetto alle donne di età inferiore ai 20 anni
  • Ereditarietà: essere un gemello è un riscontro piuttosto frequente in caso di gravidanza gemellare, così come avere gemelli in famiglia sulla linea materna (mentre la linea paterna non modifica il rischio di gemellarità)
  • Appartenenza genetica ad alcune razze: le gravidanze gemellari sono più comuni in alcune aree dell’Africa (l’incidenza massima è di 50/1000 in Nigeria) e più rare in Asia (incidenza minima in Cina con 3/1000); nella popolazione caucasica è circa del 15-20/1000

Gemelli identici o diversi? Monozigoti o dizigoti?

Gemelli identici o diversi. Questa è la traduzione semplice dei rispettivi termini medici monozigoti o dizigoti, ma di preciso cosa significano?

  • Quando un singolo spermatozoo feconda un unico ovocita e successivamente questo – per motivi non del tutto noti – si divide, si avranno due gemelli monozigoti, ovvero identici, avendo il medesimo corredo genetico (il 30% di tutti i casi)
  • Al contrario, i gemelli dizigoti (il 70% delle gravidanze multiple) sono il frutto della fecondazione di 2 ovociti distinti da parte di spermatozoi diversi, non necessariamente avvenuta nello stesso rapporto sessuale. Non avendo quindi il medesimo corredo cromosomico, si tratterà di gemelli diversi, dunque fratelli non identici

Gravidanza bicoriale, monocoriale, biamniotica: cosa vuol dire?

Quando il ginecologo utilizza questi termini l’ansia sale! Niente paura: riguardano la formazione delle placente e delle sacche contenenti il liquido amniotico. In presenza di una gravidanza dizigote come è facile immaginare si svilupperanno due diverse placente e due diverse sacche amniotiche: si parlerà sempre di bicoriale e biamniotica.

Un pochino più complesso è invece il discorso che riguarda i monozigoti:

  • Se la divisione dell’embrione avviene entro 60 ore dalla fecondazione si parlerà ancora di gravidanza bicoriale e biamniotica (2 sacche e due placente)
  • Se avviene tra le 60 ore e l’8° giorno si avranno un’unica placenta e due sacche: il termine medico sarà gravidanza monocoriale biamniotica
  • Oltre l’8° giorno ed entro il 13° si avrà una gravidanza monocoriale e monoamniotica (ovvero 1 placenta e 1 sacco amniotico)
  • Molto raramente, se la divisione dello zigote avviene dopo il 13° giorno si possono avere gemelli congiunti (o siamesi)

Conoscere il significato di questa terminologia serve solo per comprendere meglio i medici durante i colloqui e le visite ed evitare di tornare a casa confusi e preoccupati. Ciò che è più importante sapere è che si tratta di una gravidanza “delicata”, comprenderne il perché e seguire i consigli del ginecologo.

I rischi della gravidanza gemellare per la mamma

La gravidanza gemellare è considerata “a rischio” perché con essa aumenta la frequenza di possibili complicanze materne e fetali: nulla che non possa comunque essere gestito con controlli clinici ed ecografici più frequenti ed attenti di quanto non avvenga con le gestazioni normali.

In particolare, può essere necessario anche un controllo a settimana per i primi 4-5 mesi in caso di gravidanza monocoriale, mentre la crescita fetale deve essere verificata indipendentemente dal numero delle placente ogni 2-4 settimane.

 

I rischi materni sono correlati ad un aumento dei sintomi tipici delle modificazioni prodotte dalla gravidanza:

  • Nausea e vomito
  • Aumento ponderale
  • Varici
  • Difficoltà respiratorie correlate all’ingombro uterino
  • Difficoltà alla deambulazione per il peso della pancia
  • Lombosciatalgia

Non solo. E’ maggiore il rischio di abortività spontanea nelle prime settimane, e con il passare dei mesi aumenta anche il pericolo di sviluppare complicanze come l’ipertensione gestazionale, la preeclampsia, il polidramnios (cioè l’aumento eccessivo della quantità di liquido amniotico) e di avere attività contrattile prematura con rischio di rottura prematura delle membrane e parto pretermine. Infine, in caso di gemellarità è più alta la probabilità di dover ricorrere a taglio cesareo o a parti operativi soprattutto sul secondo gemello.

Dal 30% al 50% dei casi il parto avviene prima della 37 settimana di gravidanza.

I rischi della gravidanza gemellare per i bambini

Anche i bambini possono avere dei problemi: i feti gemelli hanno un maggior rischio di ritardo di crescita intrauterino, oltre che di minor peso alla nascita.

Di particolare rilievo nel 4-6% delle gravidanze monocoriali biamniotiche è il pericolo della sindrome della “trasfusione da gemello a gemello” (o sindrome da trasfusione feto-fetale): in tale condizione uno dei due bambini riceve meno sangue perché “donato” – attraverso collegamenti vascolari nella placenta- all’altro. Si configura così una situazione clinica grave e pericolosa, caratterizzata da discordanza di crescita tra i due gemelli: uno più grande con abbondante liquido amniotico ed uno poco cresciuto con scarso liquido amniotico a disposizione.

La prognosi migliora se si interviene repentinamente con una diagnosi precoce ed eventualmente una amniocentesi decompressiva: sotto guida ecografia viene introdotto un ago nel sacco del gemello con maggior liquido e aspirata una quantità di liquido amniotico che può arrivare a 1-5 litri per ristabilire un equilibrio tra i due gemelli. Se le condizioni lo richiedono, in centri altamente specializzati è possibile sottoporre la gestante ad un intervento laser in grado di coagulare i vasi placentari comunicanti responsabili della sindrome.

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