Vivere la sessualità

Imene: tutto quello che c’è da sapere

Una piccola porzione del corpo femminile da sempre oggetto di grandi disquisizioni. Ma tra tabù e falsi miti qual è la verità? Vediamola insieme.

18 Novembre 2019

Per ogni donna conoscere il proprio corpo ed esserne consapevole è fondamentale per ricercare il benessere e vivere una vita in salute. Sappiamo bene che il corpo femminile è un mondo da scoprire e oggi vogliamo rispondere a tutti i quesiti e ai dubbi legati all’imene: cos’è, a cosa serve, dove si trova e come si rompe. Ovviamente sveleremo anche le false credenze e le dicerie legate a questa parte dell’apparato riproduttore femminile.

Che cos’è l’imene?

La parola imene deriva dal vocabolo greco hymèn che significa “membrana” e consiste appunto in una membrana che protegge l’accesso al canale vaginale. La sua forma e consistenza variano da donna a donna.

L’imene è dunque una membrana molto sottile ed elastica, irrorata da vasi sanguigni e formata praticamente da una ripiegatura della mucosa.

Esistono diversi tipi di imene, alcuni ricoprono completamente l’apertura del canale, altri sono perforati in più punti, altri come l’imene anulare costituiscono una sorta di corona mentre in alcune donne non risulta presente. Nel dettaglio troviamo:

  • imene anulare: come già accennato, ha la forma di una corona dato che presenta un piccolo orifizio al centro;
  • imene semilunare: assomiglia a una mezzaluna e occupa circa 3/4 dell’orifizio vulvo-vaginale;
  • imene labiato: è formato da 2 parti laterali separate da un’apertura verticale o orizzontale
  • imene cribriforme: è simile a un setaccio dato che è cosparso di piccole fori su tutta la superficie. Si tratta di una tipologia di imene abbastanza rara.

A cosa serve l’imene?

L’imene è la risposta della natura alla necessità di schermare e proteggere l’apparato riproduttivo dagli agenti patogeni e dalle infezioni. Altre interpretazioni sostengono che l’imene sia frutto dell’evoluzione della specie: la sua esistenza avrebbe dovuto indirizzare le donne verso la creazione di un legame unico e forte con lo stesso partner, evitando esperienze occasionali.

Dove si trova l’imene?

L’imene si trova appunto all’inizio del canale vaginale e funge da separazione tra quest’ultimo e il vestibolo vulvare, ossia lo spazio della vulva compreso tra le piccole labbre e l’apertura del canale vaginale. Se si vuole è possibile osservarlo utilizzando un piccolo specchietto da borsa.

Dato che un rapporto sessuale completo comporta in genere la lacerazione di questa membrana la rottura dell’imene è da sempre associata all’essere vergine. Ma non è detto che un imene lacerato significhi che è avvenuta una penetrazione né che un imene integro sia posseduto da una vergine. Vediamo perché.

La rottura dell’imene

L’imene è una membrana particolarmente elastica e abbastanza capillarizzata, ma non particolarmente ricca di terminazioni nervose. La sua lacerazione avviene quando la membrana è sottoposta a una tensione e tipicamente a quella della penetrazione. Alla rottura può corrispondere un piccolo versamento di sangue ma non in tutti i casi, a volte può non accadere nulla di visibile. In più non è detto che avvenga una rottura perché un imene particolarmente elastico potrebbe semplicemente dilatarsi senza rompersi.

Non è detto che l’imene si rompa a seguito di una penetrazione durante un rapporto sessuale. Ci sono infatti altre circostanze in cui può verificarsi una rottura, ad esempio a seguito dell’inserimento di oggetti nella vagina (assorbenti interni o vibratori), ma anche in seguito a un trauma verificatosi durante l’attività fisica come la bicicletta o la ginnastica.

Quali sono i miti da sfatare sulla rottura dell’imene?

L’imene (tranne in rarissimi casi) non è in grado di otturare la vagina, come un tappo. Infatti si tratta di una copertura parziale, un ripiegamento dei tessuti che prevede un’apertura. Ed è proprio da quell’apertura che fuoriesce il sangue mestruale durante i giorni del ciclo e la medesima da cui passano anche gli assorbenti interni. Su questo punto va sfatato un secondo mito: gli assorbenti interni in condizioni normali e se introdotti correttamente non fanno perdere la verginità e non causano la rottura dell’imene.

Altra leggenda da chiarire è quella relativa al dolore causato dalla rottura dell’imene. Come già detto si tratta di una parte del corpo particolarmente povera di terminazioni nervose. Spesso il dolore percepito dopo un primo rapporto sessuale proviene da altri fattori, come la tensione muscolare o lo sfregamento dovuto a una scarsa lubrificazione .

Sono molte le leggende che si tramandano di generazione in generazione sugli organi sessuali ed eventuali problematiche correlate. È importante sapere in entrambi i casi, che la lacerazione dell’imene può avvenire anche in molti altri modi che esulano completamente da un rapporto sessuale come ad esempio traumi o infortuni sportivi.

Importante è anche sfatare il mito del test della verginità. In passato infatti si pensava che una donna che non sanguinasse durante il primo rapporto fosse automaticamente disonesta sulla propria verginità. Ma come abbiamo detto non tutte le membrane una volta lacerate, provocano sanguinamento così come è perfettamente normale il contrario.

Insomma sul tema dell’imene e della sua rottura c’è da rilassarsi! Quello cui diamo valore non è certo una membrana ma il suo significato che va vissuto con responsabilità e consapevolezza.

L’uomo possiede un imene?

Si, il suo nome è ferulo. Si tratta di una striscia di pelle sottile che collega il prepuzio al glande. Anche in questo caso la storia vuole che si equipari la sua rottura alla perdita della verginità. È falso. Infatti anche in questo caso si tiene conto della struttura del frenulo, lunghezza, spessore ed elasticità, variabile in base all’individuo. Se dovesse rompersi vi sarebbe sanguinamento. A volte può solo lacerarsi e rompersi in seguito a successivi rapporti sessuali.

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