La cistite non è una malattia pericolosa, ma causa un forte dolore e, ogni volta che sopraggiunge un attacco, la vita diventa un inferno.

La cistite è una infezione delle vie urinarie, e in particolare della vescica, dovuta alla proliferazione di batteri che fanno parte della flora batterica intestinale e che vivono normalmente nell’intestino senza dare problemi. Per vari motivi, però, questi batteri possono entrare nell’uretra, cioè nel canale che arriva alla vescica, e da lì nella vescica stessa. L’organismo risponde a questa invasione e inizia a combattere i batteri: si instaura così l’infiammazione e iniziano i ben noti sintomi della cistite.

disturbi sono praticamente uguali per tutte: un senso di pesantezza e di fastidio nella parte bassa della pancia, bruciori molto forti e dolore quando si fa pipì, a volte accompagnati persino da qualche goccia di sangue. Il tutto è peggiorato dal fatto che lo stimolo ad andare in bagno è improvviso, imperioso e frequente, anche ogni cinque minuti.

La prima volta che viene la cistite si può soltanto curarla. È necessario però cercare di fare mente locale sullo stile di vita, oppure su quello che si è fatto delle ore precedenti all’inizio del disturbo, per cercare di individuare ciò che ha provocato l’attacco di cistite e risolverlo, in modo tale da prevenire futuri, dolorosi attacchi.

I fattori di rischio per la cistite

La cistite può essere scatenata da fattori diversi:

  • I rapporti sessuali intensi. La cosiddetta “cistite da luna di miele” non è una credenza popolare. Anzi, è stata addirittura dimostrata da uno studio condotto all’università di Washington su 800 donne: quelle che avevano avuto rapporti tre volte nell’arco di una settimana avevano il 30% in più di probabilità di soffrire di cistite rispetto a quelle che nello stesso periodo si erano astenute. La ragione è semplice: i batteri intestinali a volte sono presenti nella zona genitale e durante il rapporto possono entrare e infettare le vie urinarie. Il consiglio, allora, è di fare sempre pipì dopo i rapporti sessuali, perché serve per eliminare i batteri “estranei”.
  • La stipsi. In caso di stitichezza ostinata, i batteri presenti naturalmente nell’intestino a lungo andare possono scendere lungo le vie urinarie e dar luogo all’infiammazione. Per risolvere questo problema è raccomandabile consumare tutti i giorni frutta e verdura fresche e cibi integrali. Contengono le fibre, che sono sostanze preziose per un regolare funzionamento dell’intestino e prevenire la cistite.
  • L’igiene intima poco accurata. La cura scrupolosa delle parti intime è uno dei capisaldi per combattere la cistite. In questo modo si evita che i batteri stazionino nella zona genitale e quindi risalgano lungo le vie urinarie. Ideale è utilizzare un detergente che non irriti le parti intime. Tra i più delicati, c’è un prodotto in schiuma che si può utilizzare anche in viaggio: si applica direttamente e in assenza di acqua si può rimuovere con una salvietta.
  • L’uso prolungato di assorbenti. Le mestruazioni rappresentano un terreno “fertile” per la proliferazione di batteri e l’incorrere della cistite. È bene ricordarsi allora di non far trascorrere mai più di due ore tra un cambio di assorbente e l’altro, anche se il flusso non è abbondante. Sia che si tratti di assorbenti interni che esterni, sceglierli poi ipoallergenici, in modo da ridurre il più possibile il rischio di irritazioni.
  • La menopausa. Anche la mancata produzione di ormoni da parte delle ovaie, che segna l’inizio della menopausa dopo i 50 anni, può scatenare la cistite. Perché senza gli ormoni femminili la mucosa della zona genitale diventa più fragile e più sensibile all’attacco dei batteri. Una soluzione c’è anche in questo caso: si può ricorrere alla terapia ormonale sostitutiva. Si tratta di farmaci che contengono estrogeni e progesterone, ovvero gli ormoni che in menopausa non vengono più prodotti dall’organismo. Inoltre è opportuno bere molta acqua minerale naturale durante il giorno e impiegare dei lubrificanti vaginali se i rapporti sessuali sono dolorosi

Cosa fare ai primi segnali di cistite

Ai primi sintomi di cistite, per cercare di migliorare il disturbo è consigliabile bere circa un paio di litri di acqua minerale naturale: serve per “lavare” le vie urinarie ed eliminare più batteri possibili. È anche raccomandato aggiungere all’acqua del succo di mirtillo: contiene la mirtillina, una sostanza che ha un’azione antibatterica e che aiuta a diminuire l’infiammazione.

Alcuni integratori che contengono gli estratti di cranberry sono utili per calmare l’irritazione e riportare il giusto equilibrio in modo naturale.

Nel frattempo si può sentire il medico che prescriverà una cura farmacologica mirata alla risoluzione della cistite. In caso di dolore si può assumere eventualmente un antinfiammatorio: aiuta anche a diminuire la voglia di fare pipì perché rilassa la muscolatura della vescica che si contrae quando c’è la cistite. Ma attenzione: se la cistite è ricorrente, cioè capita più volte nell’arco di un anno, lo specialista richiederà degli esami specifici in modo da mettere a punto una terapia mirata. Gli integratori di cranberry sono, inoltre, un valido alleato della cura farmacologica prescritta dallo specialista.

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