Disturbi intimi

Lavanda vaginale sì o no?

Molte donne usano le lavande vaginali per eliminare i residui delle mestruazioni, per cancellare cattivi odori e per lenire il prurito. Ma è la decisione giusta?

La lavanda vaginale spesso è usata per eliminare residui delle mestruazioni, cancellare i cattivi odori, oltre che per attenuare il prurito. Va però usate con attenzione perché la vagina è una zona del corpo molto delicata e caratterizzata da un equilibrio batterico che non deve essere alterato così da non essere impoverito.

Un impiego eccessivo delle lavande intime potrebbe causare problematiche perché, oltre a eliminare i batteri cattivi, si rischia di spazzare via anche quelli buoni e quindi aprire le porte a irritazioni e infezioni vaginali.

Per questo motivo le lavande interne vanno usate con parsimonia e, ancor meglio, su consiglio del proprio medico o ginecologo di fiducia. Approfondiamo meglio tutto quello che c’è da sapere!

Tutte le caratteristiche delle zone intime femminili

L’area intima femminile è costituita da una mucosa esterna e una mucosa interna. Entrambe queste zone sono popolate da una flora di batteri buoni che hanno funzione di difesa e di mantenimento del benessere generale.

La mucosa esterna è esposta alle contaminazioni degli altri fluidi presenti nella zona genitale oltre che alle contaminazioni che vengono dall’esterno e alle degradazioni della flora dovute a cambiamenti della temperatura e dell’umidità. Queste sono le ragioni per cui è necessaria una buona igiene intima quotidiana con detergenti specifici che rispettino il pH vaginale e le sue esigenze. Il canale vaginale, invece, ha la capacità di autopulirsi.

Cos’è la lavanda vaginale e come si usa

Chiamata anche irrigazione vaginale si presenta generalmente come una soluzione acquosa all’interno di un flacone dotato di un tubicino estensibile. Ma la lavanda interna, come si fa? Una volta esteso completamente il beccuccio questo deve essere introdotto delicatamente nel canale vaginale per poi farvi fuoriuscire il liquido spremendo il flacone.

Le lavande si possono facilmente trovare in farmacia, parafarmacia o erboristeria, e solitamente il liquido in esse contenuto si compone di sostanze lenitive e antibatteriche, come per esempio la calendula, oppure l’estratto di semi di pompelmo. Nonostante la sua composizione di base sia apparentemente innocua, la lavanda non va usata con leggerezza.

Le comuni lavande vaginali, non richiedono la prescrizione medica anche se contengono sostanze che possono alterare la flora vaginale indebolendo le sue difese. L’uso inappropriato o l’abuso delle lavande può causare, infatti, l’indebolimento dei batteri utili, favorendo così la risalita nell’utero di agenti patogeni esterni, che a loro volta possono provocare infezioni. 

La lavanda vaginale non è utile contro i cattivi odori

Molte donne ricorrono alla lavanda vaginale (e peggio ancora alla lavanda vaginale fai da te) come rimedio per il cattivo odore vaginale. L’idea infatti è quella che con una pulizia apparentemente più profonda si possa ottenere un risultato più efficace. Ma questa pratica, specie se molto frequente, ottiene esattamente l’effetto opposto, esponendo la mucosa a ben più gravi rischi di infezione.

La flora intima, infatti, ne risulta danneggiata e così anche la sua funzione di difesa dagli agenti patogeni. Se l’odore intimo è un problema, meglio adottare altre strategie e soprattutto indagarne le cause, in quanto molto spesso i cattivi odori possono segnalare un’infezione, soprattutto quando si presentano in concomitanza con il prurito. 

La lavanda vaginale non è un metodo anticoncezionale

Un altro mito da sfatare sulle lavande vaginali è quello che le vede tra i metodi anticoncezionali post-rapporto o peggio ancora come rimedio per difendersi dalle malattie sessualmente trasmissibili.

In entrambi i casi si tratta di una bufala e anche parecchio rischiosa. Le lavande vaginali non hanno alcun effetto sul processo di fecondazione né tanto meno sono in grado di difendere l’organismo da virus trasmissibili per via sessuale. 

L’efficacia delle lavande come anticoncezionale, dopo un rapporto sessuale non protetto, si aggira intorno al 15-30%, niente in confronto a quella del preservativo o degli anticoncezionali orali che invece hanno un’efficacia contraccettiva del 97-99,9%.

Lavanda vaginale in gravidanza: si o no?

La lavanda intima in gravidanza è sconsigliata per le stesse ragioni per cui lo è negli altri periodi della vita di una donna, con l’aggravante che aumentare i rischi di infezioni vaginali durante la gestazione può essere ancora più pericoloso.

Durante questo momento particolare è davvero fondamentale non aumentare inutilmente il rischio di infezioni, quindi mantenere in equilibrio la flora batterica, la prima e più importante difesa naturale del corpo contro gli agenti patogeni.

Quando è utile la lavanda vaginale?

Il medico può prescrivere l’uso di una lavanda vaginale per svariate ragioni che spesso hanno a che fare con il trattamento di una patologia. È il caso della candida per cui le lavande interne vengono abbinate agli ovuli vaginali, non per eliminarne i residui, ma per ragioni terapeutiche.

Per una corretta igiene intima non serve altro che un detergente intimo adeguato. Questo è il motivo per cui abbiamo studiato la formulazione di Multi-Gyn Equilibra, in grado di rispettare l’equilibrio della mucosa e il suo pH, indicato per l’uso quotidiano, specie in tutte quelle situazioni dove il benessere della flora è messo a rischio (ciclo, palestra, spiaggia, piscina, calore ecc.).

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